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Tra dicembre e gennaio mi sono presa una pausa da Internet. Niente digital detox o robe simili, semplicemente ero al mare, al mare non abbiamo internet e quindi, salvo la disponibilità di qualche wifi a scrocco per controllare le email, ho fatto a meno di Facebook, Instagram e SocialRobe.
Un po’, lo dico onestamente, mi ero stufata: troppe polemiche, ci si indigna per l’argomento del giorno, le opinioni o sono bianche o sono nere, chiunque parli d’altro o cerchi di approfondire viene sistematicamente ignorato. Complice anche l’algoritmo di Facebook che ti lascia davvero poca scelta.

Poi qualche giorno fa è scattata l’ennesima polemica contro l’Accademia della Crusca.

Dopo il PetalosoGate avevo davvero voglia di lanciare il modem fuori della finestra, perché dribblare i post contro l’Accademia e il vituperio della lingua italiana era praticamente impossibile.

Ma mentre ero lì che inveivo contro l’atteggiamento approssimativo dei giornalisti e la pigrizia della gente che se deve leggere più di tre righe va in palla mi sono soffermata sui commenti.

Se i post contro l’Accademia erano tanti, i commenti di utenti che spiegavano perché la polemica non ha senso erano quasi pari.

E non erano certo tutti di linguisti.
Insomma una bella differenza rispetto ai tempi di petaloso.
E qui c’è da fare una riflessione: forse è vero che c’è tanta gente che non ha voglia di approfondire, che non vuole sentire ragioni, che non ha nessuna intenzione di ammettere un errore. Però è un fatto che la comunicazione costante, approfondita, coraggiosa, tenace, puntuale dell’Accademia della Crusca sta portando i suoi frutti.
Perché oltre a fare il suo lavoro (di consulenza, di formazione, di ricerca), l’Accademia non si è trincerata in una torre d’avorio, ma si è spesa tramite i social media per arrivare alle persone.

Ed è questo di cui abbiamo una grande urgenza oggi:

le persone competenti e autorevoli devono imparare a comunicare e pretendere attenzione.

Soprattutto in quegli spazi dove i ciarlatani proliferano, il complottismo e la pigrizia imperano, ci si indigna a casaccio e per sport.
[Ciao Feisbuc, ciao].

Oltre al sito ufficiale dell’Accademia della Crusca, vi segnalo la pagina Facebook e il profilo di Vera Gheno che oltre a curare il profilo Twitter dell’Accademia dice cose molto interessanti su come comunichiamo in rete.

Un ciaone petaloso a tutti voi.

[E comunque se vi sentite competente in qualcosa, e volete farlo sapere a tutti, io vi posso aiutare.]