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‘Ma non ne hanno già parlato tutti? Come faccio ad aggiungere qualcosa di nuovo?’

Questa è l’obiezione che mi fanno spesso quando consiglio ai miei clienti di partire da ciò di cui sono competenti, dal loro lavoro, dalla loro esperienza.

Alla ricerca dell’originalità

Il timore è di non poter aggiungere niente di nuovo, di dire quello che hanno già detto tutti, di risultare poco originali.

Ora, secondo me, l’originalità non esiste (Ah, le frasi da Vaffanguru). Se vi dico che ho scritto una storia in cui c’è lei, lui e poi arriva l’altro? Scommetto che, così al volo, mi sapete citare 10 romanzi, film, esperienze di amici, in cui capita esattamente la stessa cosa.

Se la gente si fosse stufata di queste storie non ne vedremmo più, giusto?

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Vale lo stesso per qualsiasi altro tipo di contenuto.

L’originalità sta negli occhi di chi guarda

A mio parere l’originalità sta molto a chi legge. Se io non ho mai letto niente di un certo argomento mi basterà il più banale dei post per aprire porte che mai avrei pensato che esistessero.

Immaginate di portare uno smartphone nell’800. Immaginate le reazioni.

L’originalità sta nella forma, nello stile, nella scelta

Ci si va venire di questi dubbi se il metro di confronto è quello dell’informazione pura e nuda. Ma noi quando scriviamo non trasmettiamo solo un’informazione, un dato, un fatto. Facciamo anche delle scelte di stile, di tono, di parole, di mezzo che fanno un’enorme differenza. 

E il punto di vista? E l’immagine che inseriamo nel post?

L’originalità sta nelle persone

Quando dico che non esistono lavori noiosi, intendo che laddove ci sono persone ci sono cose interessanti da raccontare. Quello che manca spesso sono gli strumenti e le competenze per individuare gli elementi interessanti, come strutturarli e come raccontarli.

Le persone poi comprano da altre persone, si innamorano non solo del prodotto ma anche di tutto ciò che ci sta dietro, dei valori che quel paio di scarpe portano con sé. 

Un occhio esterno

Tutte le volte che faccio una consulenza penso ‘Ma questa è una storia interessantissima! Ma qui c’è materiale per un libro’ (scusate, deformazione professionale).

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Ora, il romanzo e i post di un blog che servono a promuovere un prodotto sono due cose diverse, ma sono fermamente convinta che se uno stabilisce che il blog è un canale che vale la pena coltivare, per farsi trovare e comprare dal suo target, allora è solo questione di lavorarci su.

È utile trovare un occhio anzi, un orecchio esterno che ti faccia notare che quella roba lì, che tu dài per scontata, non è scontata per niente.

Perché tu conosci benissimo il tuo lavoro e hai interiorizzato informazioni, competenze, concetti e pratiche al punto che fanno parte di te. Per questo che sai quanto vale il tuo lavoro. Ma i tuoi clienti no, spesso non sanno niente di te, del tuo lavoro e di come lo fai tu. Non sanno perché hanno bisogno di te, proprio di te.

Dunque abbasso l’originalità e mettiti a scrivere.

Ancora dubbi? Ti aiuto io con ‘Cosa scrivo?‘ oppure facciamo una chiacchierata.

Photo by Dustin Diaz on Foter.com / CC BY-NC-ND